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Cellulare e letteratura

In Giappone si sta diffondendo sempre più un fenomeno riguardante la letteratura sul cellulare.

Il primo esempio di tale fenomeno risale al 2000 quando un autore, Yoshi, pubblica via sms un romanzo a puntate “Deep Love”. Il successo è stato tale da spingere tanti altri autori a fare lo stesso: oggi la giovane Chaco è la più famosa scrittrice di best seller tra gli adolescenti, i quali leggono i cosiddetti “keitai shösetsu” direttamente sul telefonino pagando per scaricarli.

Le storie narrate in questi romanzi risultano a molti prevedibili e la loro struttura molto semplice ricorda quella degli sms, caratterizzata quindi da frasi brevi (massimo 500 caratteri giapponesi per ogni pagina).

In Italia per scaricare questi mobile books, esiste il sito M book portal dove si possono trovare i principali romanzi di Camilleri, Fabio Volo ma anche i grandi della letteratura mondiale.

È soprattutto l’estremo oriente che ha accolto questo nuovo metodo di lettura, qui infatti l’avanzato sviluppo tecnologico e le abitudini di vita ne hanno favorito la diffusione. In particolare il fatto che si usi un dispositivo piccolo e maneggevole, solitamente un cellulare o un librofonino, ne permette l’uso anche sui mezzi pubblici.

Anche i social network possono fungere da contenitori letterari, ad esempio il Twitter offre un servizio di microblogging, ovvero vi si possono lasciare dei messaggi e aggiornamenti che gli altri utenti possono visualizzare. È stato proprio grazie a questo servizio che, Matt Richtel, giornalista e blogger del New York Times, ha scritto un thriller dando vita al twiller. In Italia invece il primo ad apparire sul telefonino è stato il genere fantasy.